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Antonio Canova. L'Arte violata nella Grande Guerra

Antonio Canova
Antonio Canova

Quando parliamo di conflitti bellici, spesso e giustamente, pensiamo ai morti, alle vittime, agli orrori, eppure anche il nostro patrimonio artistico ne risente. Se cerchiamo il termine ARTE all’interno di un qualsiasi dizionario, rimaniamo meravigliosamente stupiti: tecnica, metodo, modo, regola, attività umana, lavoro, professione, mestiere, abilità, ingegno, ingegnosità, creatività, talento, dote, genio, stile, espediente, sistema, esperienza, pittura, scultura, architettura. Tutti sinonimi di vita, per questo la guerra è contro l’arte, proprio perché distrugge la nostra anima, la nostra umanità. Durante il primo conflitto mondiale, il patrimonio artistico europeo ha subito un forte danneggiamento, esempio veneto di questo scempio è l’arte di Antonio Canova, scultore neoclassico, che tutti ricordiamo per il capolavoro “Amore e Psiche”. Il Museo Gipsoteca Canova di Possagno, luogo di origine del Canova, infatti ospiterà una mostra fotografica e non solo, dedicata allo scultore ottocentesco intitolata “Antonio Canova. L’Arte violata nella Grande Guerra”. Evento creato in occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale, dalla Fondazione Canova in collaborazione con il FAST, con il sostegno della Regione Veneto, della Fondazione Mostra Internazionale dell’illustrazione per l'infanzia Stepan Zavrel di Sarmede, del Comune di Sarmede e del Consorzio di Promozione Turistica MarcaTreviso. La mostra è aperta al pubblico dal 25 luglio al 28 febbraio 2016, e verranno esposte fotografie scattate nel 1918 da Stefano e Siro Serafin, che documentano lo sfregio subito dalle opere del Canova conservate allora proprio a Possagno. Famosa è la storia di un nugolo di soldati francesi che giocano a calcio con la testa di Paolina Bonaparte scolpita dal Canova. Se si pensa che “addirittura” il primo moderno concetto di protezione dei monumenti storici e delle opere d’arte è stato delineato positivamente in due diverse convenzioni concluse all’Aja nel 1899 e nel 1907, ben prima del conflitto stesso, ciò rende la vicenda ancora più raccapricciante. La guerra non ha limiti.

Durante l’esposizione fotografica verrà presentata al pubblico la ricostruzione, avvenuta grazie all’utilizzo delle stampanti 3D e delle nuove tecnologie, delle parti mancanti di un’opera del Canova a tutt’oggi in deposito: la famosissima Ebe.

Il progetto offrirà anche un ulteriore elemento di interesse: un originale “modulo didattico”. 
Nascerà infatti un nuovo libro dedicato ad Antonio Canova, alle opere della Gipsoteca Canoviana di Possagno e dei Musei Civici di Bassano, illustrato da Gabriel Pacheco, il famoso illustratore messicano, distribuita nelle librerie a livello nazionale e presso strutture museali. 
Il progetto guarda positivamente e attivamente al futuro rivolgendosi anche ai più piccoli per giocare con l’arte, per conoscerla, per amarla e dunque tutelarla, sempre.

È stato inoltre ritrovato il diario di Elisa Fagnolo Zanardo, all’epoca quattordicenne, scritto durante il conflitto, nella sinistra Piave, là dove la guerra era più cruenta. Le parole di Elisa hanno ispirato i 5 reading che Cinzia Zanardo, nipote di Elisa, proporrà in Gipsoteca nei mesi di apertura della mostra.

Possagno, Museo Canova, fino al 28 febbraio 2016

Info e prenotazioni: Museo Canova -  tel. 0423 544323